Francesco Hoch


Francesco Hoch, nato a Lugano nel 1943, dopo aver ottenuto i diplomi dapprima di Maestro di scuola , poi di Composizione con Franco Donatoni e di Canto al Conservatorio G.Verdi di Milano dove ha studiato anche Direzione d’orchestra e Musica elettronica, negli anni settanta , si è subito distinto con sue composizioni strumentali e vocali alla Biennale di Venezia, all’Autunno musicale di Como, alla Chigiana di Siena , a Monaco e Amsterdam; con un brano elettronico a Vienna e con il Primo premioal Concorso internazionale “Angelicum”  di Milano per un lavoro orchestrale.

Da allora ha composto un centinaio di opere per la maggior parte pubblicate dall’editore Suvini Zerboni-Sugar di Milano, per vari organici da camera, orchestrali, per teatro, corali, elettroniche, per danza ed eventi visivi, eseguiti in concerti nei maggiori paesi europei, in America latina, Medio Oriente, U.S.A., Unione Sovietica, Giappone , vincendo numerosi premi tra i quali quello alla carriera, di UBS-Giubileo 1991.

Recentemente ha presentato personalmente le prime assolute e i suoi concerti monografici a New York, Londra, San Pietroburgo, Mosca e, sotto la sua direzione, al Festival Martha Argerich di Lugano.

Ha sperimentato anche nuove didattiche musicali durante i lunghi anni d’insegnamento nelle scuole ticinesi; svolto attività di critico musicale e di direttore d’orchestra e fondato a Lugano OGGImusica, l’associazione per la diffusione della musica contemporanea. Nel 2013, sulla sua attività musicale, nell’edizione GUERRA di Perugia, è uscito il libro del musicologo Stefano Ragni, “Il suono della società “postuma”- Francesco Hoch, musicista che pensa il futuro- .

Dal 2009 è impegnato nella composizione di una grande opera musicale per teatro,  intitolata “Le allegre danzatrici di Falstaff” – tragicommedia satirica in musica – su libretto scritto in collaborazione con il poeta Roberto Bernasconi.


ArCADiA 15 (2015) per orchestra

Brano dedicato all’Orchestra ARCADIA
e al suo direttore Matthias Müller 

 ArCADiA 15, scritto appositamente per l’Orchestra Arcadia in occasione del 15esimo della sua fondazione, contiene le lettere dell’alfabeto A,C,D corrispondenti alle note La, Do, Re. Queste tre note identificano musicalmente il complesso dell’orchestra, in contrasto con il mondo esterno, specificato nelle rimanenti sette note, escluse Fa e Siche corrispondono alle iniziali del nome del compositore, F. H. Altri giochi simbolici sono ad esempio i canti da parte degli orchestrali sulla lettera M (l’iniziale dei nomi del direttore d’orchestra) o della parola Arcadia sulla nota La.

Questi mondi armonici dialogano, si contrastano, si separano o si fondono, giocando con leggerezza, scherzosamente o in modo esuberante, fino al canto spiegato, alternandosi con incursioni in aree rumoristiche, sia in mezzo a un tempo rigorosamente battuto che a spazi temporali più o meno aperti.